Sai quali sono le normative per ristrutturare il tuo appartamento?

normative ristrutturazione appartamento tre vani

Ci siamo.

Sei pronto a cominciare i lavori per ristrutturare e rendere più moderna la tua casa.

Ma tutto d’un tratto, i lavori si interrompono.

Perché?

Semplicemente perché non avevi contemplato le pratiche amministrative necessarie.

Oppure hai dimenticato di inserire un piccolo ma fondamentale dato che ha invalidato la tua richiesta di lavori edili.

Quando inizi la tua ristrutturazione, vuoi assolutamente evitare ritardi.

Soprattutto quando si tratta di ristrutturazione, avere tutta la documentazione corretta è importante per non incappare in problematiche fastidiose, come i ritardi o peggio sanzioni.

Ecco tutto quello che devi sapere per evitare qualsiasi problema burocratico nella ristrutturazione del tuo appartamento.

Manutenzione ordinaria o straordinaria?

Prima di tutto bisogna capire se i lavori di ristrutturazione da effettuare nella propria dimora siano ordinari o straordinari.

Su questa base, cambiano le normative e la necessità di compilazione di modulistiche.

Ecco che cosa si intende per manutenzione ordinaria e straordinaria secondo la legge.

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Manutenzione Ordinaria

Secondo l’Articolo 6 del Testo Unico sull’Edilizia, rientrano in questa categoria “gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici o necessari a integrare/mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”

In questo caso, la dichiarazione per i lavori di questo genere non è necessaria.

Alcuni esempi di lavori che si possono effettuare senza compilazione di moduli, sono:

  • Demolizione e ricostruzione dei pavimenti
  • Sostituzione di porte interne e di infissi esterni
  • Tinteggiatura delle pareti, sia esterne che interne
  • Riparazione o sostituzione delle tubazioni fognarie, senza apportare modifiche al loro percorso
  • Sostituzione di sanitari, camini o riparazione dell’impianto elettrico

Manutenzione straordinaria

Sempre dall’articolo 6 del Testo Unico sull’Edilizia, si intendono tutte le opere e le modifiche che riguardano elementi strutturali degli edifici, la realizzazione di servizi igienico sanitari o tecnologici che però non vadano a modificare o alterare la volumetria della casa (ampliamenti).

In questo caso, la situazione a livello burocratico cambia.

Esistono infatti due tipologie di pratiche:

CILA

Acronimo di “Comunicazione Inizio Lavori Asseverata”, è stata introdotta nel 2010 con la legge 73 ed è un documento che non necessita di approvazione da parte degli enti competenti, ma che deve essere comunque consegnata nel comune di referenza per rendere a norma i lavori.
Può essere presentata sia dal proprietario sia dall’inquilino, oppure (se delegato) da un professionista del settore iscritto all’albo (architetto, ingegnere etc.).

Con la documentazione CILA, possono essere svolti lavori di riordino degli spazi interni, con rimozione di pareti non portanti, creazione di controsoffitti, chiusura o spostamento di porte e infissi.

Questa documentazione comprende anche il frazionamento o accorpamento di una o più unità immobiliari, purché non sia modificata la volumetria complessiva dell’immobile.

Sul frazionamento ne abbiamo parlato qui.

SCIA

Per tutte le altre opere non citate precedentemente, occorre dotarsi della “Segnalazione Certificata di Inizio Attività”, che riguarda tutte le opere che comportano la modifica di elementi strutturali come muri portanti, travi, pilastri, solai e via dicendo.

Alcuni esempi possono essere: rifacimento del tetto, consolidamento delle fondamenta, pilastri o travi. La SCIA deve essere compilata anche nel caso di cambiamento nella destinazione d’uso.

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Quali sono le conseguenze se non si dichiara?

Se non si dichiara l’inizio dei lavori e si procede lo stesso, sono previste sanzioni pecuniarie.

Infatti, se l’abuso viene segnalato dopo la fine dei lavori, oltre all’obbligo di compilazione di un altro modulo (CILA/SCIA sanatoria) è previsto anche un pagamento sanzionatorio di 1.000€.

Se invece la dichiarazione viene effettuata durante i lavori, vi sarà sempre una modulistica da compilare (CILA/SCIA tardiva) ma la sanzione si ridurrà di due terzi, arrivando a 333€.

Non rischiare di fermare i lavori e di pagare soldi in più

Affidati a un’impresa di ristrutturazione che sia aggiornata su tutte le normative vigenti e che sappia consigliarti nel modo migliore.

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Isabella Iozzi Tre VaniDott.ssa Isabella Iozzi
Amministratore delegato

 

 

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